

ha ragione lapo. non ho un ordine, manca una logica nell'ordine dei miei post. non c'è un filo conduttore. il fatto è che io uso questo posto per svuotarmi i pensieri, e il fatto che accada qui e non su una vecchia smemoranda (con questa, per esempio, mi sono fatta italia-germania a/r un sacco di volte, e ci ho buttato sopra tanto di quell'amore per shakespeare che a pensarci mi chiedo perché mai ho sempre studiato altro nella vita) è semplicemente che qui è più comodo. e non m'appiccico le dita con la colla. quando penso alle parole, c'è sempre anche un'immagine, un colore, qualcosa di visivo. e qui è abbastanza facile infilare le due cose a braccetto.


per la logica, poi, mi sto rassegnando. vale la regola del caso, da parecchio tempo a questa parte. se si fa eccezione per la vita di relazione, spalmata sulla mia esistenza considerata nel suo insieme, il
resto procede a scatti, quando procede. ho sempre l'impressione che un sacco di cose, la maggior parte, siano sospese. vivono fra un giorno e l'altro, fra una riunione e l'altra, fra una cosa e l'altra, perché non posso fare altrimenti. fino al 6 giugno, sarà così. poi ci sarà una lunga abbastanzapausa (non ho una definizione migliore per una vacanza con un possibilità lavorative a latere). per quella mi sto attrezzando. compro libri, accumulo letture da fare in terrazza, in spiaggia o in giardino (la casa madre, ventimila dollari, di una nuova casa editrice che voglio tenere d'occhio, gli effetti secondari dei sogni), (mentre "il passato è passato" di rutu modan l'ho letto, e l'ho trovato incantevole). qualcosa sto leggendo anche ora.
black, per esempio. black esce quando il curatore ritiene ci sia qualcosa da dire. e, di fatto, questa volta da dire c'è parecchio. potete cominciare dalla fine, per esempio, dal silenzio seppiato di duccio boscoli. vi fareste una passeggiata per quella che sembra una città della bassa padana, nell'estate di un vecchio che ha voglia di un gelato, che troverà l'ombra del bambino che è stato. quanta poesia c'è in un silenzio dorato? duccio sembra saperlo benissimo. un attimo prima di duccio c'è lorena canottiere, che ha cominciato a lavorare in un giornalino che da bambina era in assoluto il mio preferito, e che deve averlo letto anche lei, se la sua storia mi restituisce le avventure più avventurose della stefi. si può volare su un areoplano di carta? nguyen thanh pong è capace di convincermi che è possibile. così adesso mi pare che sulla pioggia di roma delle ultime settimane fosse semplice passare così. c'è tantissimo altro da dire, su black numero 9. c'è kiakkio, per esempio, che gioca sempre meglio con la sua matita. e c'è il diario di tota, sembra lieve lieve e invece fa pensare. mi piove sul tavolo anche il libro di milo de angelis di cui parla mauro covacich nel suo ultimo romanzo. mi piove sul tavolo e ricordo di averlo ricevuto dall'editore proprio nel periodo in cui covacich venne in trasmissione. la cosa assurda è che nel romanzo di covacich, la moglie del protagonista (covacich stesso) sta leggendo esattamente questo libro.

"toccandoti la fronte sentivi il mare,/ parlavi di un mattino aperto come in guerra/ nel buio dell'ora smarrita parlavi/ senza domani e senza libri, parlavi/ alla presenza assoluta di una lacrima,/ una rapida memoria di ulivi e di luce,/ una gloria dell'uno e di ogni altro ma/ non si trova la via per la sorgente, ma/ non si trova la vena, mio dio, non si trova." ci sono io giornali, le pagine che raccolgo per non dimenticare questo o quel libro, che a forza di non avere ferie, tempo e pace per starmene in poltrona a leggere, coi piedi sul davanzale e il giallo del palazzo di fronte a cambiar colore alla pagina, mi sto lentamente esaurendo, come un animaletto con la chiavetta sulla schiena. accumulo riviste per studiare piatti per la prossima vacanza, che di cose improvvisate ne abbiamo avute troppe, negli ultimi mesi. quando ci siamo fidanzati avevamo un sacco di tempo per stare insieme, avevo solo un'inchiesta da fare e passavamo tutto il tempo del mondo insieme. adesso mi pare che ci s'incroci a malapena, quando comincia o quando finisce la giornata. non riesco a staccarmi dalle cose che incontro. mi sembra di conoscere tutti quelli che stanno protestando a chiaiano, che il raid neonazista ci fosse da aspettarselo, e finisco a corrispondere con folco, per invitarlo all'ultima puntata, pensando che sarebbe molto meglio vedersi all'orsigna, per qualche giorno in un posto magnifico, in cui non serve altro che la compagnia degli amici. ha ragione lapo, non c'è una logica in tutto questo. non c'è nessun filo narrativo. è che non mi riesce di usare questo posto diversamente da uno spazio per prendere appunti, sulle cose che mi piacciono, su quelle che mi fastidiano, quelle che mi fanno un po' male, quelle che non mi sfiorano. come se questi giorni così stanchi, non fossero altro che l'introduzione a tutto il resto che c'è da scrivere.

6 poesse...:
ciao cara, faccio fatica a tenere fermo l'occhio su un punto qualsiasi del nuovo layout, è passato un tornado?
aiuto! c'è qualcosa che non si legge? è troppo pieno? che combinai?
Vorrei avere un argomento di discussione, ma siccome non ne ho perchè sono un'idiota, ti chiedo: cosa diamine è successo al tuo blog? E' troppo bianco, e le foto sono troppo piccole! Caspiterina! Perchè non fai un post dedicato alla questione "layout del blog"?
p.s.: qual'è il tuo colore preferito? e il tuo segno zodiacale?
ciao ciao,
Penny K.
cominciamo dalla fine. il layout- strano ma bello, però. non so se è un caso o se è voluto, con magari qualcuno dei nuovi modelli. mi sembra un tabellone, una flatboard di casa di quelle dove scrivi a pennarello e che sono magnetiche, insomma una bacheca su cui scrivi e appiccichi post-it e foto ... non male direi, non male. molto interessante.
e poi black. una rivista sempre interessante, che dice cose interessanti e propone autori che vale la pena leggere e conoscere. beh, li hai citati te e non voglio ripetermi. ma per due di loro si, senza nulla togliere agli altri che valgono tutti (francesco, tota, federiva, giulia, etc ...). Ho amato da subito duccio, per la malinconia che passa nelle sue storie, e poi per la storia letta sugli originali alla scorsa lucca ... beh t'assicuro che gli originali sono veramente una meraviglia per occhi e anima. la stampa, anche se non è male, non rende loro pienamente giustizia con la leggera viratura sui gialli. e il vietnamita, una vera vera scoperta di igort. giovanissimo, ma così intressante per temi e grafica. spero ci sanno altre occasioni. e di rutu ti consiglio di prendere (se non lo hai già fatto) il volume uscito al comicon di cui il racconto su back è solo l'antipasto- tuffatici dentro. che spaccato per capire un mondo che vediamo quasi solo attraverso i servizi dei TG ... e la violenza.
statemi bene.
PS: qui siam messi male coi gatti. loro crescono, ma non riusciamo a sistemarli ... speriamo bene.
da qualche aprte, nel tatzebao che è questo blog, l'ho consigliato, il libro di rutu modan. ci ho passato una serata, a leggere le storie. è veramente molto bello. poi non so, è che avevo voglia di qualcosa di più semplice, di più bianco, di più somigliante a me, e mi sembrava che questo modello potesse adattarmisi bene. il fatto è anche che non ho dovuto customizzare da sola, cosa che mi avrebbe distrutta, ma ha fatto tutto blogger. ho ricevuto la mail con l'invito alla lettura, ma il fatto è che sono stanchissima, e che passiamo i sabati e le domeniche a farci la compagnia che non riusciamo durante la settimana. e ieri ero indietrissimo con tutte le cose di casa. però dal 6 giugno sono libera, lavoro a casa per alcune case editrici e per il resto me la spasserò. pensavo, anzi, di attrezzarmi la bici con un cestino per poter fare la spesa in diversi mercatini rionali romani. com'è andata, sabato?
Appoggio il nuovo layout.
Che mi avete fatto ricordare...
..vado a comprare black.
ciao
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