


non sono brava con le agende elettroniche. non me la cavo coi fogli excel. ma sono bravissima con quelle cartacee. me le porto dietro da tutta la vita. quelle del lavoro stanno tutte dentro un'ex scatola per carta da fotocopie, bianca e gialla. ce ne sono diverse, e tutte significano moltissimo, per me. ho una buona memoria fotografica, e i programmi sono un po' come certi parenti, dei quali ricordi la data del compleanno e quando li hai visti l'ultima volta. non è difficile raccapezzarsi fra le agende. quella di '900, per esempio, è quella dello stesso anno di '50, e '900 cominciò a marzo. feci alcuni pezzi dei quali sono fiera ancora oggi, un paio di interviste per baudo che ancora oggi sono interessanti. una di queste era al figlio di un uomo che qualcuno chiama eroe. trovai il numero sull'elenco del telefono, lo chiamai e scoprimmo di essere più o meno coetanei. con lui, come con il figlio di un magistrato che ho molto ammirato, sono nate simpatie che sono andate oltre al lavoro. questione d'età. o stupore per la reciproca comprensione. oggi si parlava della trasmissione di venerdì (ci hanno cambiato giorno, per questa settimana), e io ho fatto il nome del figlio di quello che tutti considerano un eroe. al capo non pareva vero, e a me faceva un enrome piacere risentirlo, quel ragazzo. sono tornata a casa per pranzo, e ho aperto la scatola bianca e gialla, a caccia della mia agenda. quanti ricordi. ero appena stata licenziata in tronco da domenica in, e poi baudo mi aveva ripescata. avevo aspettato la telefonata delle scritture per settimane, dimenticando di vivere, nel frattempo. ma il giorno in cui la telefonata arrivò lo ricordo bene. era appena finito il funerale di alberto sordi, e gigi proietti aveva appena concluso un ricordo buffo, dal palco. un ricordo buffo che mi aveva ridotto in lacrime. risposi piangendo. nell'agenda, c'era scritto anche questo. e poi la storia di certi abiti di plastica di paco rabanne che feci venire da parigi, per una sfilata. e gli estremi di un'intervista a michele sindona, fatta da enzo biagi, della quale in rai oggi non c'è più traccia. ho chiamato il ragazzo, e mi sono ricordata che la prima volta che ci siamo conosciuti era nato il suo bambino. l'aveva chiamato giorgio, come suo padre. parlando,
mi ha detto che ora ha anche una bambina, e m'è sembrato contento, anche quando mi ha detto che sarebbe venuto con la moglie, il suo sostegno. la frase non mi è sembrata nuova. così, sono andata a rileggermi la lettera che suo padre scrisse a sua madre, quando ebbe la certezza che l'avrebbero ammazzato. "Anna carissima, è il 25.2.1975 e sono pronto per il deposito dello stato passivo della B.P.I. atto che ovviamente non soddisfarà molti
e che è costato una bella fatica. Non ho timori per me perché non vedo possibili altro che pressioni per farmi sostituire, ma è certo che faccende alla Verzotto e il fatto stesso di dover trattare con gente dì ogni colore e risma non tranquillizza affatto. E’ indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l'incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un'occasione unica di fare qualcosa per il paese. Ricordi i giorni dell'Umi, le speranze mai realizzate di far politica per il paese e non per i partiti: ebbene, a quarant'anni, di colpo, ho fatto politica e in nome dello Stato e non per un partito. Con l'incarico, ho avuto in mano un potere enorme e discrezionale al massimo ed ho sempre operato - ne ho la piena coscienza - solo nell'interesse del paese, creandomi ovviamente solo nemici perché tutti quelli che hanno per mio merito avuto quanto loro spettava non sono certo riconoscenti perché credono di aver avuto solo quello che a loro spettava: ed hanno ragione, anche se, non fossi stato io, avrebbero recuperato i loro averi parecchi mesi dopo. I nemici comunque non aiutano, e cercheranno in ogni modo di farmi scivolare su qualche fesseria, e purtroppo, quando devi firmare centinaia di lettere al giorno, puoi anche firmare fesserie. Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai che cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto [... ] Abbiano coscienza dei loro doveri verso se stessi, verso la famiglia nel senso trascendente che io ho, verso il paese, si chiami Italia o si chiami Europa. Riuscirai benissimo, ne sono certo, perché sei molto brava e perché i ragazzi sono uno meglio dell'altro [... ] Sarà per te una vita dura, ma sei una ragazza talmente brava che te la caverai sempre e farai come sempre il tuo dovere costi quello che costi. Hai degli amici, che ti potranno aiutare: sul piano economico non sarà facile. ma - a parte l'assicurazione vita – (…). Giorgio."visto che c'ero, ho chiamato ida, a chiaiano, per capire come stanno le cose. e per essere certa che non si sia messa nei guai, negli ultimi giorni. a quanto pare, domani 11 esperti scenderanno nella cava principale, per constatare la compatibilità ambientale con la destinazione a discarica. ida sembrava certa che le cose andranno bene. è incredibile come i volti, le storie, le battaglie che incrocio si confondano, e spesso finiscano per assomigliarsi. stanno su una pagina sola.

5 poesse...:
capisco lo sfinimento e la voglia di casa. quando sei a tappo prende così. bisogna decomprimere.
sabato è andata bene, a parte un disturbatore, ma presto quietato. c'erano una quarantina di persone. meglio ancora venerdì a civitavecchia, in una vecchia villa sul mare. posto bellissimo e demodè. buon buffet. mi è stato chiesto un intervento sulla copertina e la sua genesi. un bel clima.
sono contenta! non sai che voglia ho di mare. per il momento, invece, lavoro alle ultime due puntate. per questa stagione? chi lo sa...
è commovente quello che contiene la tua scatola magica...
io ho più di una scatola magica...e foto, tante foto anche di amici che troppo presto son andati via. però penso che tutto quello che c'è DENTRO alle mie scatole "magiche" mi ha aiutato ad essere ciò che sono. baci.
ecco, ora lo capisci quando dicevo al tuo capo "redazione con le palle di cuoio"? questo dicevo.
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